12 E subito lo Spirito lo sospinse nel deserto
13 e nel deserto rimase quaranta giorni,
tentato da Satana. Stava con le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano.
14 Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò
nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio,
15 e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di
Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».
(Trad. Bibbia CEI)
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12 E subito lo Spirito lo getta fuori nel
deserto.
13 Ed era nel deserto per
quaranta giorni tentato da satana; ed era con le fiere, e gli angeli lo
servivano.
14 E dopo che Giovanni fu
consegnato venne Gesù nella Galilea proclamando il vangelo di Dio, e dicendo:
15 È giunto il momento: il
regno di Dio è qui! Convertitevi, e credete nel vangelo!
(Trad. a cura di p.
Silvano Fausti)
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Con oggi ho voluto iniziare un nuovo modo di presentare la Parola
dell’evangelo. Il non mettere la traduzione della CEI mi lasciava sempre un po’
quel senso di amarezza e di non cammino nella Chiesa. Ma allo stesso tempo
abbandonare la traduzione di padre Silvano Fausti, così ricca e precisa, mi dava
la percezione di perderne parte della sua essenza. Ho deciso così di
presentarla parallela in modo da poterne gustare ancor di più la vitalità.
Siamo così giunti alla prima domenica di Quaresima e subito la
liturgia incalza con un evangelo che all’apparenza sembra conosciuto: i
quaranta giorni nel deserto di Gesù. Ma letti nelle pagine di Marco fanno tutto
un altro effetto da quelle di Luca e di Matteo.
Marco, come è a lui consono, è molto scarno nello scrivere. Non
gli interessa annotare un fatto storico (cosa per altro condivisa da tutti gli
evangelisti), ma gli interessa l’essenza dell’annuncio evangelico stesso.
Ma andiamo per ordine.
Credo valga la pena focalizzare alcuni aspetti dell’evangelo di
oggi: Lo Spirito; i quaranta giorni nel deserto; Satana; il Vangelo di Gesù; la
conversione.
Proverò a toccare tutti questi punti.
Lo Spirito è sempre in azione e conduce chi a Lui si affida. E’
Dio stesso che attraverso una delle sue Tre persone guida. E’ comunione intima
con il Padre e il Figlio e “spinge” il Figlio nel “deserto”.
Cos’è che spinge Gesù nel deserto? Credo che per comprendere
questa affermazione di Marco bisogni decodificare il messaggio che è qui
racchiuso. Se noi al posto di deserto poniamo la parola “mondo” già assume
tutto un significato diverso; se poi alla parola “quaranta” mettiamo “vita”,
credo che allora tutto possa assumere ancora una aspetto diverso.
Ci troviamo allora di fronte ad un Padre che attraverso lo Spirito
spinge il Figlio nel mondo per una vita intera.
Ma ancora credo che bisogni andare più in profondità.
Cos’è che spinge Dio attraverso lo Spirito a mandare nel mondo il
suo Figlio? Se Dio Padre, Dio Figlio e Dio Spirito sono una cosa sola e tra
loro c’é unione profonda, cos’è che spinge alla “scissione” (mi si passi il
termine inadeguato)? E’ l’Amore per l’uomo, per ogni uomo che vive sulla terra.
L’Amore di Dio Padre è talmente folle da spingere il Figlio nel
mondo per rivelare il suo vero volto. Ecco che allora il deserto non è più un
posto specifico, ma diventa tutta la terra, diventa un luogo vero dove Gesù
accede e vive.
Ma come vive?
Gesù è venuto sulla terra e ha accettato di farsi uomo senza
prenderci in giro e come uomo ha vissuto fino in fondo tutta l’umanità che
viviamo noi incluso la tentazione di mollare tutto. Ecco le tentazioni che ha
vissuto Gesù Cristo qui sulla terra.
Non si tratta ne di pietre che diventino pane, ne di pinnacoli dai
quali si vede tutta la terra. Semplicemente ha avuto a che fare con l’intera
difficoltà che un uomo ha nel suo vivere quotidiano.
Il satana che ha incontrato sono le difficoltà del vivere
umanamente una vita piena dove il mondo porta da tutt’altra parte.
I quarant’anni qui citati sono appunto tutta la sua vita durante
la quale ha dovuto resistere alle tentazioni che ogni uomo ha. Perché se così
non fosse avrebbe interpretato solo un bel teatrino e ci avrebbe presi in giro.
Invece così non è stato.
Egli è sceso tra di noi per raccontarci il vero volto del Padre,
un volto che è Amore; un volto di un Padre che è perdutamente innamorato dei
suoi figli a tal punto da spingere se stesso con se stesso verso di loro!!
L’evangelo allora (come dice la parola stessa) è la Bella Notizia
di questo Padre che perduta la testa d’amore per noi si fa carne e viene a
stare in mezzo a noi condividendo in tutto e per tutto la nostra natura umana.
Il momento tanto atteso dai nostri antichi fratelli dell’antico
testamento ebrei è giunto con Cristo! Ecco allora il senso delle parole del
battista “E’ giunto il momento, il regno di Dio è qui”
Sì il regno di Dio è davvero qui, è qui in mezzo a noi per dirci con
tutto l’Amore che può quanto è legato all’uomo.
Questa è davvero una bella notizia e per accoglierla va compiuta
davvero una conversione nel significato vero della parola. Dobbiamo cambiare
rotta, dobbiamo cambiare strada, dobbiamo cambiare mentalità, dobbiamo cambiare
modo di pensare Dio, perché quel Dio che ci hanno insegnato così giustiziere e
cattivo non esiste.
Esiste un Dio che si è spinto fino a farsi uomo.
Una volta un predicatore di cui non ricordo il nome mi folgorò
dicendo questa meravigliosa frase:
“non so se ci avete mai pensato, ma dalla venuta di Cristo sulla
terra possiamo affermare con assoluta convinzione che in Dio abita un lembo
della nostra carne, la stessa che possiamo toccare di noi stessi!”
Che bello un Dio così!
Che bello un Dio che si fa così vicino da farsi uno di noi per
dirci quanto ci ama!
Potrà forse un Dio che è arrivato a tanto respingerci quando lo
incontreremo? Io credo proprio di no a meno che non siamo noi a rifiutarlo.
Questa è la bella notizia nella quale ci è chiesto di cambiare
strada, di convertirci! E in nostro aiuto è venuta ancora una volta questo
tempo propizio di quaresima. Di Vita!
Buon cammino!
Ti sei spinto fino a me,
o Signore,
per dirmi quanto mi ami.
Saprò io avere il coraggio
di volerti bene?
Guidami in questo
cammino!!

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